Siamo il Gruppo scout AGESCI Rovereto 1: da oltre cent’anni proponiamo a bambine e bambini, ragazze e ragazzi di Rovereto l’avventura dello scautismo cattolico.
La nostra storia comincia il 10 aprile 1923, quando all’Oratorio Rosmini nasce il primo riparto ASCI della città. Dopo lo scioglimento imposto dal fascismo, lo scautismo riparte nel 1945 con gli esploratori e nel 1946 con le guide dell’AGI, fondate da Antonietta Giacomelli. Dal 1974, con la fusione delle due associazioni, siamo parte dell’AGESCI; nel 1992 il Rovereto 2 Ovest di Borgo Sacco si è unito a noi in un unico gruppo. Oggi le nostre sedi sono in via Setaioli 3 bis (Lupetti e Coccinelle), in via Zotti 19 (Reparto) e in vicolo San Giuseppe (Clan e Comunità Capi).
L’AGESCI
L’AGESCI – Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani – è nata nel 1974 dall’unione dell’ASCI (Associazione Scouts Cattolici Italiani) e dell’AGI (Associazione Guide Italiane). È un’associazione educativa che fa parte dei due movimenti scout mondiali: l’Associazione Mondiale delle Guide ed Esploratrici (WAGGGS) e l’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM).
Lo scopo dell’associazione è contribuire, secondo il principio dell’autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici.
Patto associativo AGESCI
I capi sono donne e uomini che svolgono il loro servizio educativo volontariamente e gratuitamente. L’associazione adotta i principi della democrazia e affida gli incarichi educativi e di governo a una donna e a un uomo insieme, con pari dignità e responsabilità.
Il metodo scout
Il metodo scout nasce dagli scritti e dall’esperienza di Robert Baden-Powell e si fonda su quattro punti: formazione del carattere, abilità manuale, salute e forza fisica, servizio del prossimo. Si impara facendo, un passo alla volta, secondo il cammino di ciascuno.
- Autoeducazione: ragazze e ragazzi sono protagonisti della propria crescita; il capo offre mezzi e occasioni, senza imporre.
- Esperienza: lo scautismo è un metodo attivo, fatto di attività concrete su cui poi si riflette insieme.
- Vita di gruppo: si cresce con gli altri, nella squadriglia, nel branco, nel clan.
- Coeducazione: ragazze e ragazzi vivono insieme le esperienze, accompagnati da capi donne e uomini.
- Vita all’aperto e gioco: la natura e l’avventura insegnano il senso dell’essenziale, il gioco insegna a rispettare le regole con lealtà.
- Servizio e fraternità internazionale: accorgersi degli altri, mettersi al passo di chi fa più fatica, sentirsi fratelli e sorelle degli scout di tutto il mondo.
Le branche
Il percorso scout accompagna i ragazzi dagli 8 ai 21 anni, in tre tappe:
- Lupetti e Coccinelle (8 – 11/12 anni): il gioco nell’atmosfera della Giungla e del Bosco, nel Branco e nel Cerchio.
- Esploratori e Guide (11/12 – 16 anni): avventura, vita all’aperto e responsabilità nella squadriglia, dentro il Reparto.
- Rover e Scolte (16 – 20/21 anni): strada, comunità e servizio, nel Noviziato e nel Clan, fino alla Partenza.
Le nostre scelte
I capi dell’AGESCI condividono il Patto associativo, che si fonda su tre scelte:
- Scelta scout: aderire personalmente alla Legge e alla Promessa scout e vivere il servizio educativo secondo il metodo di Baden-Powell.
- Scelta cristiana: annunciare e testimoniare il Vangelo come comunità che fa parte della Chiesa locale, nel rispetto della coscienza di ciascuno e accogliendo anche ragazzi di altre confessioni e religioni.
- Scelta politica: educare cittadini attivi e responsabili verso il bene comune, operatori di pace e di legalità, per «lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato».
La Comunità Capi
I capi del gruppo formano la Comunità Capi: è il luogo in cui ci formiamo, progettiamo insieme e scriviamo il Progetto educativo del gruppo, a partire dai bisogni dei ragazzi e del territorio. La Comunità Capi cura l’unità della proposta scout e il dialogo con le famiglie, che restano le prime responsabili dell’educazione dei loro figli.
Il nostro Progetto educativo 2025–2028: «I CARE – La cura per generare luce»
Il Progetto Educativo di Gruppo è la bussola che la Comunità Capi si è data per i prossimi tre anni. È nato dall’ascolto di capi, ragazzi e famiglie, dal confronto con chi conosce bene il nostro territorio e dalla verifica del progetto precedente. Il filo rosso è l’espressione «I care», che racchiude due significati: mi prendo cura e mi sta a cuore. Chi sperimenta di essere curato può a sua volta curare: la cura di sé sostiene la cura dell’altro, e la cura dell’altro rende possibile la cura del mondo.
- 2025/26 – Prendersi cura di sé: conoscenza di sé, emozioni, autostima e la «lentezza buona» per sognare e progettare il futuro, con Sant’Ignazio come figura di riferimento.
- 2026/27 – Prendersi cura di noi: relazioni autentiche, ascolto, gestione dei conflitti e il valore del «fare insieme», sull’esempio della comunità dei discepoli.
- 2027/28 – Prendersi cura del creato: responsabilità verso l’ambiente e il bene comune, cittadinanza attiva e pace, ispirati da San Francesco e dalla Laudato si’.
Per tutto il triennio ci accompagnano l’educazione alla pace attraverso la comunicazione nonviolenta, la cura degli spazi e del materiale e la partecipazione delle famiglie al percorso educativo.
Nessuno accende una lampada per metterla sotto il vaso o sotto il letto; ma la pone sul lucerniere perché faccia luce a tutti.
Lc 8,16
Vuoi conoscerci, iscrivere tuo figlio o tua figlia, o metterti in gioco come capo? Scopri come fare oppure scrivici.
Fonti: Patto associativo AGESCI (Consiglio generale 1999) e Regolamento metodologico AGESCI.